Sito personale di Antonio Sabetta

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L'irreversibilita' della liberta'

Chissà quante volte ci siamo soffermati a pensare alla libertà, sicuramente meno delle volte in cui abbiamo usato questa parola quasi magica, una di quelle che più ci definisce come moderni e occidentali, che ci richiama diritti e lotte, di cui siamo gelosi e a cui teniamo parossisticamente, di cui andiamo fieri perché ci è data ma un po' ce la ... (continua)

Pubblicato il 20 Giugno 2010 in VariNessun commento

"Per tanto rimango privo di ogni speranza"

Con il Dialogo della natura e di un islandese siamo dinanzi ad una delle operette tra le più famose di Leopardi, di quelle poste nella categoria della critica spietata alla natura, tramontata la parentesi della considerazione positiva verso la natura (la natura benigna). Il dialogo colpisce ed atterrisce non solo e non tanto per l'intensità della denuncia, la percezione ... (continua)

Pubblicato il 19 Febbraio 2010 in LeopardianaNessun commento

Il disagio di volare

Sono trascorsi quasi quindici anni da quando ho iniziato ad utilizzare gli aerei come mezzo di trasporto; da allora ho volato tante volte sia per tratte brevi all'interno dell'Italia (Trieste, Milano, Palermo) sia per tratte continentali (i miei viaggi in Irlanda o le tappe a Londra o la capatina a Stoccarda e lo scalo a Ginevra) sia finanche trasvolando l'atlantico quando sono stato ... (continua)

Pubblicato il 13 Febbraio 2010 in VariNessun commento

"Dico che l'uomo non desidera e non ama se non la felicita' propria"

Due visioni della vita e dell'uomo si fronteggiano nel Dialogo di un fisico e di un metafisico; quella del fisico, che è la più grossolana e legata al sentire comune, e quella del metafisico il quale, invece, conosce meglio e più a fondo ciò che sta oltre quello che si percepisce nell'immediato. Da un lato il fisico che sente di essere destinato alla ... (continua)

Pubblicato il 16 Gennaio 2010 in LeopardianaNessun commento

Un nuovo anno, un nuovo inizio

Sono molto allergico a quelle manifestazioni un po' sdolcinate che accompagnano la fine di un anno civile; ritrovarsi a fare festa (festeggiare cosa, poi?), stappare bottiglie, trascorrere ore e ore a mangiare non hanno alcun senso soprattutto se si considera che oggi, tutto sommato, non abbiamo certo bisogno del 31 dicembre per fare l'alba o per trascorrere la notte per buona parte in ... (continua)

Pubblicato il 9 Gennaio 2010 in VariNessun commento