RSS – Sottoscrivi il feed
"Per tanto rimango privo di ogni speranza"
Con il Dialogo della natura e di un islandese siamo dinanzi ad una delle operette tra le più famose di Leopardi, di quelle poste nella categoria della critica spietata alla natura, tramontata la parentesi della considerazione positiva verso la natura (la natura benigna). Il dialogo colpisce ed atterrisce non solo e non tanto per l'intensità della denuncia, la percezione ... (continua)
Pubblicato il 19 Febbraio 2010 in Leopardiana – Nessun commento
"Dico che l'uomo non desidera e non ama se non la felicita' propria"
Due visioni della vita e dell'uomo si fronteggiano nel Dialogo di un fisico e di un metafisico; quella del fisico, che è la più grossolana e legata al sentire comune, e quella del metafisico il quale, invece, conosce meglio e più a fondo ciò che sta oltre quello che si percepisce nell'immediato. Da un lato il fisico che sente di essere destinato alla ... (continua)
Pubblicato il 16 Gennaio 2010 in Leopardiana – Nessun commento
Dialogo di Malambruno e di Farfarello
Tormentato dall'infelicità, che è quanto meno corrisponde alla natura del desiderio dell'uomo, Malambruno invoca l'aiuto degli inferi per riuscire in quello in cui lui, pur volendo, non può riuscire: la soddisfazione della domanda, cioè l'accadere della felicità, fosse anche per un istante solo: "fammi felice per un momento di ... (continua)
Pubblicato il 22 Ottobre 2009 in Leopardiana – 1 commento
Dialogo di un folletto e di uno gnomo
«Voglio inferire che gli uomini sono tutti morti e la razza è perduta». Quello che sulla bocca di Atlante nel dialogo con Ercole era un sospetto, che il mondo (e gli uomini in esso) fosse davvero morto poiché era cessato ogni movimento e rumore, è ora distaccata constatazione sulla bocca del folletto. La tregua che quei furfanti degli uomini hanno concesso agli ... (continua)
Pubblicato il 18 Ottobre 2008 in Leopardiana – Nessun commento
Dialogo della natura e di un'anima
Una grande amarezza domina in queste pagine e si accompagna ad un clima sconsolato e disperato che attraversa il breve e denso-intenso dialogo fra madre e figlia, tra l’origine e l’originato, tra l’essere e l’ente. Nulla dischiude non già la realtà ma la stessa possibilità della luce, tutto è terribilmente chiuso e cupo, ... (continua)
Pubblicato il 6 Giugno 2008 in Leopardiana – 1 commento