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Ricordi Bastardi!

Ricordi Bastardi!

Ho deciso, ne sono ormai sicuro, odio i ricordi... li odio visceralmente e se potessi li eradicherei ad uno ad uno perché sono il motivo delle mie ansie e dei miei dolori, delle mie angosce e delle mie tristezze. Più passa il tempo più si ammassano ricordi, crescono senza tregua, si affastellano e più ne sono più a turno quando meno te lo aspetti vengono fuori a massacrarti, a farti stare male. Basta! Lo so che sono solo parole urlate e inutili, che i ricordi sono come la nostra ombra, che non esistiamo senza ricordi e che per quanto il tempo tenda a dissolverli ce ne sono sempre di nuovi a rimpiazzare i vecchi ma mai a cancellarli, perché di tutto rimane come una traccia, anche un'accennata allusione ma sufficiente, e come, per riaprire ferite e far soffrire. Sicuramente senza ricordi non c'è vita, e siamo vivi in quanto ricordiamo; chi non vive, oppure chi vive solo per modo di dire non ha molti ricordi, non ha nulla da dire o da raccontare però i ricordi sono devastanti.

Certo, di ricordi si vive; la nostra vita è come un magazzino dove c'è lo stoccaggio dei ricordi, poiché ogni esperienza vissuta e consumata rimane come ricordo, è ogni ex-perire è sempre anche un perire; direi che l'esperienza sopravvie nella forma del "perire", di ciò che è morto (perito) e di ciò che fa morire, poiché il sentirsi owerwhelmed dai ricordi è come sentirsi morire.

Ricordi bastardi! Lo sono tutti quelli che riguardano situazioni consumate o persone che non ci sono più, lo sono tutti, sia belli che brutti e non a caso i medici ci insegnano che quando accade qualcosa di particolarmente traumatico al nostro organismo il cervello lo rimuove e lo cancella. Quando i ricordi ci rimandano a momenti spiacevoli servono solo a far riemergere il dolore o il disagio di cui faremmo volentieri a meno. Ma i ricordi più bastardi sono quelli che concernono le persone che non ci sono più. Non so chi per primo abbia inventato la cazzata cosmica dei ricordi che fanno vivere chi non c'è più. Ho mandato a fanculo Foscolo quando l'ho letto ne I Sepolcri and I swear ogni volta lo sento ridire. Chi non c'è più, non c'è più, è finita, quale faucking miserable vita nei ricordi di un altro? E quanto durano sti fucking memories? Qualche anno? Due generazioni? E poi che cacchio succede? Bullshit, tutto qui! Poi c'è l'altra cazzata epica dei ricordi che rendono meno dolorosa l'assenza; ma come si può, dico, pensare o dire una cosa del genere? È vero che viviamo in un mondo dove le oscenità e le menzogne sono il nostro pane quotidiano ma arrivare a tanto! I ricordi di chi non c'è più, di chi è morto perché è morto in sé o è morto per te, o continua a vivere ma non per te (mentre tu vorresti che ci fosse ancora per te, come quando un affetto o un amore finisce perché il tu amato decide di porvi fine), sono la forma più sadica di far perdurare il dolore per un'assenza. Quando ripensi a quello che hai vissuto con chi non c'è più puoi solo addolorarti perché ridiventi ancor più consapevole che quella persona non c'è più, e il ricordo non allevia il senso profondo dell'assenza ma semplicemente lo acuisce accrescendo la consapevolezza dell'assenza, mediante la sopravvivenza dell'impronta di ciò che è stato e non sarà mai più. Perciò cancellare l'umanità significa poter cancellare i ricordi e per quanto sia impossibile a volte è la cosa che più di tutto desideri

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