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Tentativi

Questi giorni, costretto dalle circostanze, ho ripreso a pensare a due cose che ultimamente mi frullavano per la testa. La prima è quasi ovvia ed immediata. Mi riferisco al fatto che nella vita nessuno ti dà le istruzioni per l'uso, devi fare da te, devi imparare a tue spese. Certo non sei da solo, molte cose le apprendi dai tuoi genitori, dalle persone che incontri nella vita, dalle esperienze che fai, però poi nel concreto che ti raggiunge le istruzioni non funzionano mai a dovere, perché sono generiche e i consigli che ti danno, e a cui fai affidamento, tanto più se vengono da persone a cui tieni e che tengono a te, non derivano mai dal tuo caso ora tu devi deal with, ma hanno quel grado di approssimazione e genericità che ultimamente li rende mai decisivi perché te la devi vedere tu. La vita di ognuno di noi non è mai sovrapponibile a quella di chiunque altro; se già non esistono malattie ma ognuno vive la malattia in modo irriducibile ad un altro che ha la stessa patologia, figuriamoci per tutte le cose che ineriscono ancora di più agli altri aspetti della vita. E così ti ritrovi di fronte a situazioni, a persone, ai "casi" della vita e ogni volta devi provare; le istruzioni non funzionano mai, le devi sempre riadattare, non calzano mai a pennello, non sono così precise come quelle per montare i mobili ikea dove se segui tutto per benino non combini casini e se ne combini puoi sempre smontare tutto e ricominciare.

Nella vita invece non ci sono istruzioni e, se ci sono, they don't exactly fit per cui, ed ecco la seconda cosa che mi passava per la testa, devi procedere a tentativi. "Tentativo", questa parola che usiamo spesso nella vita per dire le cose più disparate, per descrivere di tutto: dai gesti più insignificanti ("ho tentato di" ma non ci sono riuscito) alle cose più serie: tentare un esame, tentare con un lavoro, tentare un rapporto, provare di nuovo dopo ogni sconfitta e fallimento, tentare ogni volta che dobbiamo fronteggiare situazioni nuove e, si sa, la vita non è mai la stessa, essa è per definizione vomitatrice di novità, di quelle cose che quando ti raggiungono, nel bene o nel male, buone o cattive, ti fanno sempre chiedere: vivrò bene questa circostanza? Saprò trarre il massimo da questa occasione? Gestirò bene questo rapporto? Saprò affrontare adeguatamente questo momento di difficoltà, questo dolore? E allora che fai? La vita ti costringe a "provare", a tentare; anche quando si sceglie di non scegliere (del tipo "chi vivrà vedrà") comunque ci si affida al tentativo del non tentare, che sempre tentare è, seppur il suo contenuto sia la rinuncia a tentare. In verità le cose poi sono tali che devi provare una piuttosto che un'altra, oppure devi decidere qualcosa dopo aver già deciso qualcos'altro. E qui sorge il problema. Procediamo a tentativi ma siccome le cose accadono una volta sola nella determinazione in cui ci si presentano purtroppo non ci è data una seconda possibilità, non possiamo tornare indietro e riprovare, come quando sbagliamo a montare un mobile o nel fare un esercizio e ci ripetiamo: "ok, riproviamo". No, quando decidi, sia se sbagli o se fai bene, ti privi di tutto il resto, non hai mai una seconda chance, la vita non ti dice mai "ritenta sarai più fortunato" perché quella situazione rispetto a cui hai tentato, hai deciso non è mai più la stessa, come se tu volessi provare qualcosa facendo che quello che hai già fatto tu non l'avessi mai fatto. È come se la nostra libertà imprimesse una curvatura allo spazio-tempo esistenziale per cui la realtà non può mai tornare indietro a "prima di". Il guaio è che ci devi provare e poi sorge sempre qualcosa di nuovo e quando magari pensi che quella situazione, quel rapporto avresti potuto gestirlo diversamente, avresti dovuto "tentare" in altro modo, ecco che non puoi riprovare perché tutto è cambiato, ed anche se c'è un'altra opzione essa si pone rispetto a qualcosa che non è più come prima rispetto a quello che hai già provato. Perciò ogni volta sei inadeguato e vorresti avere una vita fatta di eternità per poter non dover tentare ancora una volta, e sapere invece qual è la cosa giusta da fare, senza il rischio di sbagliare ancora e di non poter ripagare o fino in fondo ri-tentare.

Commenti

Marco Savina 21 Settembre 2017

Mi proccupa di più non averci provato mai!!!!

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