L’irreversibilita’ della liberta’
Chissà quante volte ci siamo soffermati a pensare alla libertà, sicuramente meno delle volte in cui abbiamo usato questa parola quasi magica, una di quelle che più ci definisce come moderni e occidentali, che ci richiama diritti e lotte, di cui siamo gelosi e a cui teniamo parossisticamente, di cui andiamo fieri perché ci è data ma un po' ce la conquistiamo ogni giorno, ora difendendola, ora rivendicandola ora sbandierandola. Eppure non credo che davvero pensiamo fino in fondo il mistero e l'arcano della libertà o meglio dell'essere liberi. Tante volte oscilliamo tra il banale identificare la libertà con il fare quello che si vuole e il negarla alla radice, quando ci ripetiamo che tutto è scritto e che la vita è destino; credo, senza esagerare, che in entrambi i casi della libertà non resti nulla.
Quando i moderni ripetevano che essere liberi significa essere artefici del proprio destino affermavano il diritto a costruire se stessi e la propria storia e la storia del mondo negando sia una sorta di destino della necessità – che avrebbe reso vano il dramma della libertà (impegnarsi, lottare, soffrire, costruire) – sia una riduzione della libertà a "fare quello che mi piace", poiché essere liberi è sempre in vista di un fine e quello che conta dell'essere liberi non è avere infinite opzioni davanti e basta, ma disporre di opzioni molteplici che servano a realizzare un'idea, a percorrere una strada, a raggiungere una meta. Se non sapessi cosa voglio nella vita non saprei che farmene dell'idea che sono libero di scegliere: scegliere cosa? Scegliere per cosa? Quello che conta non sono le possibilità che ho ma cosa voglio veramente, cosa mi corrisponde e riempie il desiderio e la domanda che mi costituiscono.
Della libertà potremmo dire tante cose ma c'è un aspetto che in questi giorni mi ritornava prepotentemente nella testa ed è quella che chiamerei "l'irreversibilità della libertà". Nella vita siamo sempre chiamati a decidere; le nostre decisioni ineriscono spesso alle cose che riguardano l'orizzonte più immediato e feriale, ma talvolta dobbiamo prendere decisioni di rilievo che non accadono automaticamente ma esigono riflessione e ponderazione; quante volte abbiamo cercato di considerare tutti i fattori in gioco evitando di affidarci solo al nostro istinto o di improvvisare, perché si improvvisa sul palcoscenico, ma la vita, ci piaccia no, non è un palcoscenico dove se qualcosa va male si può sempre replicare e far finta che alcune cose non siano mai accadute. Ponderare, considerare, soppesare ogni aspetto sperando di fare la cosa giusta perché la libertà è irreversibile, cioè le nostre decisioni non sono revocabili, non esiste il rewind, non è possibile ricominciare azzerando tutto, facendo finta che quello che abbiamo posto in essere non ci sia mai stato. Ho sempre un po' invidiato la visione greca in cui tutto è reversibile, ogni cosa non ha mai carattere definitivo proprio perché la libertà non esiste e qualunque cosa tu ponga in essere, non puoi cambiare il destino che è già dato a prescindere. Sarà mortificante però è anche "alleggerente" perché svuota di drammaticità la libertà.
Sappiamo invece che quando decidiamo non possiamo tornare indietro; o meglio, possiamo anche farlo ma nulla potrà essere come prima, mai potremmo pensare come se nulla fosse successo. Il fatto è che quando devi decidere c'è sempre un margine che ti fa dubitare che quella che stai per fare è la cosa giusta perché nella vita non c'è mai l'evidenza come dinanzi ad una dimostrazione matematica; c'è sempre un'in-certezza, un punto ultimo rispetto al quale ti devi fidare e affidare perché non lo puoi fino in fondo dominare. Capita così che talvolta fai la cosa giusta, altre volte pur credendo di fare la cosa giusta sbagli. Ora gli errori si possono a volte riparare ma non si può pensare o ricominciare da prima dell'errore o della scelta sbagliata: i nostri atti ci seguono e le cose non sono mai più come prima, cioè la libertà è ultimamente irreversibile. Inoltre spesso ci fidiamo e decidiamo cose che cambiano la vita per sempre confidando in dettagli trascurabili o a cui abbiamo dato un'importanza non dovuta, se penso a me che mi sono ritrovato a fare una scuola in un posto per il consiglio di una persona che l'anno dopo nemmeno ricordava quale liceo frequentassi e dove; eppure il credito dato a quelle parole dettemi magari con leggerezza ha cambiato tutto, senza la possibilità di tornare indietro. Oppure quante volte facciamo la cosa sbagliata e cerchiamo poi di riparare; magari sistemiamo tutto ma mai potremmo dire che tutto è come prima se non altro perché la libertà nella decisione presa rimane almeno come ricordo e se siamo onesti con noi stessi dobbiamo riconoscere che non sarà mai come se qualcosa che è accaduto non fosse mai successo. Ecco perché la libertà è davvero irreversibile!
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