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By antonio.sabetta13 Ottobre 2008In Editoriale

Editoriale – 8

Nell'area riservata è possibile scaricare il file degli appunti del ritiro di Avvento. Le modalità di accesso all'area sono quelle solite. Ci vediamo anche su facebook, basta cercarmi!

 

 

«Dall'orizzonte infinito del suo amore, Dio ha voluto entrare nei limiti della storia e della condizione umana, ha preso un corpo e un cuore; così che noi possiamo contemplare e incontrare l'infinito nel finito, il Mistero invisibile e ineffabile nel Cuore umano di Gesù, il Nazareno. […] Ogni persona ha bisogno di un "centro" della propria vita, di una sorgente di verità e di bontà a cui attingere nell'avvicendarsi delle diverse situazioni e nella fatica della quotidianità. Ognuno di noi, quando si ferma in silenzio, ha bisogno di sentire non solo il battito del proprio cuore, ma, più in profondità, il pulsare di una presenza affidabile, percepibile coi sensi della fede e tuttavia molto più reale: la presenza di Cristo, cuore del mondo». 

(Benedetto XVI, Angelus del I giugno 2008)

 

Il volume raccoglie i testi di alcuni ritiri predicati ad un gruppo di adulti impegnati in un cammino di fede. Le meditazioni ruotano essenzialmente attorno a due plessi tematici. Da un lato la domanda antropologica, l'interrogativo sul significato delle cose e sull'impegno con la realtà, quale punto di partenza di paragone per verificare l'importanza e la decisività dell'avvenimento cristiano nella vita. Senza questa costante e metodologica attenzione al bisogno dell'io, come criterio con cui guardare e giudicare i tanti riduttivismi della cultura odierna cosiddetta postmoderna, non è possibile riconoscere la gratuità del darsi del Mistero, del suo farsi conoscere secondo la dinamica della rivelazione cristiana mediante la quale Dio liberamente in Cristo rivela sé stesso, si dà a conoscere "carnalmente" (cioè nella mediazione della carne di Cristo e della Chiesa suo corpo).

Dall'altro nell'incontro con il Signore presente, che si fa conoscere nel concreto della vita, la persona fa l'esperienza di una corrispondenza fra ciò che Cristo è e ciò che il cuore desidera, e percepisce il compito (e lo scopo) della propria esistenza nell'amare quel Cristo che è il cuore e il corpo visibile di Dio, del mistero (appunto, il Verbo fatto carne). Manifestandosi come carne del Mistero e cuore del mondo, Cristo diventa la forma della vita dell'uomo, forma, cioè ciò che fa sì che la vita, che l'io, possa essere se stesso, che conferisce significato e dona spessore alla persona umana.

Queste meditazioni sono null'altro che un modesto contributo ad amare Cristo e ad avere uno sguardo attento su di sé a partire dal riverbero singolare che l'incontro con Cristo suscita nella vita di ognuno il quale, con l'impeto e la fragilità della propria umanità, tenta di aderire a Lui riconoscendolo presente e vivendo l'affezione all'umanità, al popolo, che di Lui è segno e corpo.

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