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By antonio.sabetta20 Novembre 2011In Editoriale

Editoriale – 39

Proveniendo da una famiglia di contadini ed avendo dimestichezza con il lavoro dei campi, la guida dei trattori cingolati, le mansioni agricole, la raccolta dei pomodori o la cura dei vigneti, ho dovuto sempre con un certo sconcerto constatare un dato sgradevole ma purtroppo vero: tu lavori, la tua azienda produce ma sono gli altri a guadagnare tanto che se non avessi gli aiuti dell'Agea dovresti chiudere. Accade così che un quintale di uva nera di qualità te la pagano 20 euro se tutto va bene mentre il vino che ne viene fuori lo paghi 5 euro a bottiglia se non di più. Ora a conti fatti, se si considera che da un quintale di uva provengono 75 litri di vino e che una bottiglia di solito contiene 75cc, viene alla fine fuori che quel quintale di uva rende 500 euro dei quali tu che l'hai prodotto prendi 20 euro e devi anche pagare le spese per la sua produzione. L'esempio potrebbe essere esteso alla frutta, agli ortaggi, al grano, a tutto. Il motivo è presto detto: tra il guadagno del venditore, del grossista, del distributore, del trasformatore ecc. (tutti superiori al 30%) a te che produci non resta niente.

Parto da questo esempio per illustrare quello che in modo simile accade con l'editoria e la pubblicazione dei libri. In Italia ti pubblicano tutto, dalle cose più interessanti alle puttanate più inverosimili; qualunque editore è pronto a trasformare parole in libri, basta che paghi. Il tuo testo significa tot pagine, tot copie, e tot costi che tu autore mi ripaghi subito acquistando tante copie quanti sono i costi di produzione così io non ci rimetto nulla e il di più è guadagno. In fondo è un ragionamento anche giusto perché tante volte i rischi che uno si assume pubblicando certe cose sono irragionevoli. Quando invece hai qualcosa di più interessante da pubblicare oppure il tuo libro ha un certo mercato (per esempio perché lo usi come testo per i corsi universitari) allora non paghi più ma non vedi una lira di diritti. Ecco, i diritti d'autore! Poi magari succede anche, come a me con il mio ultimo libro, che un editore ti chiede di scrivere un libro e ti dà persino i diritti che, se sei fortunato, arrivano al 10%. La cosa che ti fa arrabbiare è che con il tuo lavoro tutti ci guadagnano tranne te che sei colui che ha faticato e buttato il sangue per produrre il testo. Per quanto possa sembrare paradossale è proprio così! Infatti: il libraio incassa senza rischi il suo 30-35% sul prezzo di copertina; un'altra fetta va al distributore, un'altra all'editore, una percentuale è dei costi di stampa e a te autore non resta nulla oppure solo povere briciole. Vi pare giusta una cosa del genere? Vi pare giusto che tutti vadano sul sicuro e che solo tu ci rimetti soprattutto quando sai già da ora che quel libro non resterà in magazzino? Certo se vendi 10000 copie è diverso ma chi ci arriva? Così scopro che di un mio libro l'editore ha venduto circa 800 copie (e continua a vendere) e constato che tutti hanno guadagnato tranne me che su quelle 800 copie non ho visto un euro. Non è che uno è attaccato ai soldi o si vuole arricchire con le pubblicazioni, sarebbe da sciocchi, e per fortuna non è la stessa cosa di una famiglia che coltiva la terra e deve vivere dignitosamente, però non è giusto che sul tuo lavoro e del tuo lavoro tutti beneficino tranne te.

 

E allora ho pensato che a volte, in certe determinate circostanze e situazioni, puoi ovviare al problema e riappropriarti di ciò che ti spetta come autore. Così provocato in questo da un collega mi sono "convertito" all'autoedizione, un modo rapido, facile ed economico di produrre un libro (con o senza isbn) dove tutti ci guadagnano, anche tu che lo scrivi. Ed ecco la mia pubblicazione, destinata agli studenti di un corso che sono piuttosto numerosi (oltre cento). Mi dispiace aver dato soldi ad un certo gruppo editoriale (al prossimo testo cambio editore) ma almeno a me non toccheranno le briciole. E dalla prossima volta nei contratti pretenderò anch'io, perché gli editori e tutti gli altri della catena non possono pensare di guadagnare parassitando sul lavoro degli altri. Ad ogni modo il volume s'intitola Teologia e cristologia. Un breve compendio e questo è il link per favi un'idea o magari leggere le prima senza impegno le prime 40 pagine. Tra impaginazione e stampa mi ci è voluta solo una settimana

 

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=661985

 

 

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