La globalizzazione della ipocrisia
Promosso da Al Gore, l’ultimo profeta dell’ambiente, vincitore di un oscar per il suo film-documentario (uomo prepotentemente rientrato in scena dopo la trombatura politica) il prossimo 7 luglio si terrà un mega concerto rock in sette città per sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma del global warming. Una iniziativa simile a quella presa anni addietro da Bob Geldolf con il suo live aid per aiutare i più poveri e rendere il mondo opulento più consapevole della tragedia della fame nel mondo. La scelta di ricorrere a delle star-icone del rock che tanto contano nel mondo è alquanto azzeccata se lo scopo è ottenere la maggior risonanza possibile. Tuttavia non si può non storcere il muso e non vedere tanta ipocrisia dietro un simile gesto. Non mi riferisco certo ad Al Gore ma alle rockstar che dal punto di vista dell’ambiente non hanno nulla da insegnare; basti pensare al fatto che da Madonna a Sting hanno uno stile di vita talmente inquinante che se si volesse risolvere il problema e sensibilizzare bisognerebbe cominciare da loro e dai loro vizi così costosi dal punto di vista ambientale, vizi fatti di sprechi di energia e produzione inusitata di anidride carbonica. Fa ancora più ridere il fatto che prima del 7 luglio un esperto di ambiente si recherà dalle star e spiegherà cosa dovranno fare per cambiare stile di vita e comunque non potrà dire nulla sul loro modo di vivere e sul loro (probabile) rifiuto di abbandonare i loro vezzi ambientalmente costosissimi. E vai allora con l’ipocrisia che sempre più ci accomuna e riguarda anche il problema ambientale. I mutamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti; come al solito quando si tratta di capire il perché ci dividiamo tra destra e sinistra, reazionari e progressisti. Da un lato i catastrofisti, quelli che vedono la fine del mondo alle porte e il campione è il conduttore del programma Gaia, uno che quando guardi le puntate del suo format ti mette angoscia: la fine e la catastrofe sono sempre dietro le spalle, prossime a colpirci. Dall’altro alto quelli che chiamerei gli “struzzisti” (nel senso che fanno come lo struzzo), quelli che liquidano il problema dicendo che l’uomo non c’entra e che la terra se si riscalda è perché sta andando incontro ad una nuova era geologica. Viva l’ipocrisia! Ma la storia va avanti e ci riguarda tutti. Faccio solo alcuni esempi e comincio da quelli che sono meno responsabili ovvero i giovani. Ricordo alcuni anni fa, quando seguivo le lezioni alla facoltà di filosofia, che numerosi erano gli studenti che leggevano No logo di N. Klein; mi faceva ridere il fatto che erano “logatissimi”: cappello e scarpe Nike, felpa Puma, mutande CK ecc. ecc. Oppure ricordo quando in un liceo di Roma a Totti fu impedito di tenere un’assemblea perché il gesto era organizzato dalla Nike: quando intervistarono i ragazzi fieri del loro no alla multinazionale in nome dell’equità e della giustizia, tutti hanno visto che erano vestiti Nike! Ma loro non sono responsabili, sono solo strumentalizzati, come accadeva ai tempi del mio liceo, quando i sindacati promuovevano gli scioperi ed usavano gli studenti per fare numero. I veri ipocriti sono quelli che vogliono i benefici della tecnologia ma non vogliono i rischi. C’è il telefonino, prima gsm, poi wap, poi gprs, poi umts, prima un operatore ora (per fortuna) 4 operatori, ma… nessuno vuole le antenne o meglio che ci siano pure le antenne ma non vicino dove abito io! Tutti vogliamo corrente, vogliamo i condizionatori, vogliamo avere 25 gradi in casa d’inverno per girare in mutande e maglietta ma nessuno vuole le centrali! Quelle nucleari? Per carità! Le turbogas? Non sia mai! L’eolico e il solare? Deturpano l’ambiente! E poi i rifiuti: consumiamo, sprechiamo e produciamo immondizia ma guai poi che lo smaltimento sia fatto vicino a dove abito io! Guai a nominare la parole inceneritore, a dire “apriamo una discarica”. Evviva l’ipocrisia globalizzata, quella per cui siamo sensibilissimi ai diritti (alla salute, allo studio, ad una certa qualità della vita) ma del tutto ciechi e sordi ai doveri. Potemmo essere anche i più fieri oppositori della globalizzazione ma di sicuro in una cosa siamo globali: nell’ipocrisia che ci accomuna tutti.
5 Comments
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alessia
Maggio 21, 2007 at 9:44 am
ci mancava solo un altro prete ultraorgoglioso con la puzza sotto al naso che di Cristo non gliene sbatte una sega e che pensa alla propria gloria terrena, questa è la chiesa ma non quella di Cristo quella dei vanagloriosi. complimenti per la carriera magari te fanno pure papa, basta sparare qualche cazzata in piu'!
antonio
Maggio 21, 2007 at 11:30 am
Ciao Alessia
ti ringrazio del commento al post e lo pubblico. Tuttavia si può dissentire e può accadere ke le cose ke gli altri pensano ti diano molto fastidio ma la forma con cui si dicono va salvata. Questo linguaggio non mi piace e non corrisponde ad un modo di discutere dove vorrei si portassero fatti e ragioni non slogan a effetto ke lasciano il tempo che trovano. Preferisco le persone ke usano la testa e la ragione propria a quelli che sono irregimentati nei cliché dove quello ke conta è il diktat del partito. Tuttavia io non voglio censurare nessuno. Bye
nanni
Maggio 21, 2007 at 11:41 am
Sono la prima a riconoscere i limiti, o meglio la chiusura (se per educazione non vigliamo chiamarla imbecillità) della Chiesa e molto spesso delle persone ad essa legate, ma prpprio non capisco, e rispondo ad Alessia, che cosa c'entra il fatto che il commento che da vita al blog provenga da un prete, lì c'è scritta tutt'altra cosa!!! che cosa c'entra Cristo e la vera o dubbia fede di un uomo con i problemi ambientali, climatici e quant'altro sopra si dice? che cosa importa da chi provenga il commento?certe volte siamo così limitati…
Ulisse
Maggio 23, 2007 at 10:13 am
Ciao Antonio!
Mi ero ripromesso, dopo aver ricevuto il tuo messaggio, di andare a "visitare" il tuo sito.
Approffittando di una piccola pausa, questa mattina, ho navigato tra le pagine…
Lo trovo interessante!
Mi sembra, anzi, che rispecchi molto il tuo modo di porti… semplice, onesto, soprattutto, chiaro.
Il percorso di seminario e di studi che ci ha visti "compagni", pur nella diversità delle storie e delle modalità di espressione del proprio vissuto e del proprio ministero, di sicuro è stato caratterizzato da una stima reciproca prodonda e vera.
Stima che tutt'ora sento di porgerti.
Ti auguro ogni bene e, nel particolare, ti auguro che il sito sia una trasparente interfaccia per immergerti nello spazio cibernetico.
Ho letto il tuo blog sulla globalizzazione dell'ipocrisia…
Qualche giorno addietro ero a Roma per i miei soliti incontri con Guido Bertolaso relativi al post-terremoto.
Ci siamo incontrati poco dopo la firma del decreto del Governo sulle discariche…
Io, scherzando, l'ho un pò preso in giro per il suo Mandato di Commissario per la "monnezza" e poi siamo scesi in particolari più seri.
Una cosa mi ha colpito e credo vada ad aggiungere senso a quanto dici nel blog.
Bertolaso era rimasto colpito in maniera negativa da vescovi e preti che hanno celebrato messe varie sulle discariche per impedire che fossero riaperte.
Ad un certo punto ha detto che il rischio era – per questi preti e vescovi – di fare il gioco della camorra senza rendersene conto!
Mi hanno lasciato un senso di fastidio tali parole, ma non per il senso di giudizio che emettono, ma proprio per la loro verità.
Nelle epressioni che usi nel tuo blog ho ritrovato tale senso di fastidio, ecco perchè ho pensato di raccontarti questo particolare.
Spesso in nome di una Verità, rischiamo anche noi non solo di naufragare "nell'ipocrisia che ci accomuna tutti", ma di diventare (almeno spero a propria insaputa) anche portatori di interessi che non certo sono quelli della "parte migliore".
A presto!
Ulisse
Jolanta
Maggio 28, 2007 at 2:42 pm
Dear Antonio,
Unfortunately it is impossible for me to read your blog in Italian language. Maybe I should learn this language instead of English? Maybe in future? But I like your web site – there are a lot of pictures from Ireland! I remember in my every day prayer about YOU and my international friends!
JOLA