L'esistenza di Dio tra (in)evidenza e "probabilità", Lateran University Press, Roma 2010, 192pp
In un tempo di crisi della ragione e di separazione fra fede e ragione, può sembrare paradossale e “desueto” parlare ancora di teologia filosofica, intendendo con questa espressione la riflessione che la filosofia ha prodotto nel corso dei secoli e, in particolare, le prove dell’esistenza di Dio e di alcuni suoi attributi fondamentali. Eppure la tradizione filosofica occidentale non ha mai smesso di interrogarsi su Dio nell’orizzonte della domanda radicale circa il senso dell’essere e del reale. Il volume in un primo ampio momento introduttivo affronta alcune questioni preliminari (connaturalità della domanda su Dio, consuete e correnti obiezioni all’esistenza di Dio, teologia filosofica e filosofia della religione ecc.), poi entra nel merito della tematica e attraverso un itinerario storico ripercorre le diverse prove elaborate per (di)mostrare l’esistenza di Dio: Agostino, Anselmo, Tommaso d’Aquino, Cartesio, Vico, Kant, Hegel.

Recensito da F. Ceragioli in Archivio Teologico Torinese 17 (2011), 2, pp. 470-471; da L. Rojka in Gregorianum 92 (2011), 3, 640-641; da S. Decloux in Nouvelle Revue Théologiques 134 (2012), 2, pp. 334-335.
