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By antonio.sabetta16 Agosto 2011In Editoriale

Editoriale – 36

Scivola l'estate cercando di riposare, di ritemprare il corpo e la mente prima di tornare di nuovo nell'arena; per quanto non mi piaccia quest'espressione, devo parlare di "campo di battaglia" perché certi luoghi e avere a che fare con certe persone significa fare battaglia quotidianamente, una battaglia che a volte è almeno paradossale perché concerne la difesa di cose e istituzioni verso le quali dovrebbero tendere ed essere sensibili proprio coloro contro i quali bisogna battagliare.

Ad ogni modo quest'estate per me sarà ricordata per il viaggio negli Stati Uniti, il secondo della mia vita dopo quello del 2007 ed anche il più lungo perché durato tre settimane. Per quanto le cose che dico possono essere condizionate dalla mia originaria simpateticità verso gli States e per quanto sono sicuramente incomplete, dato che vi trascorro poco tempo e conosco quasi nulla delle dinamiche vissute della società americana, devo riconoscere che il fascino degli Usa per me rimane intatto, anzi cresce. Quando poi si ha la possibilità di trascorrere tre settimane nella Grande Mela, a Brooklyn, con la metropolitana sotto casa per raggiungere il cuore di Manhattan in venti minuti le cose si amplificano ancora di più nella loro bellezza e maestosità. Devo ringraziare il prete che ci ha ospitati e che ci ha davvero stupiti per la sua ospitalità, facendoci fare esperienze che diversamente noi non avremmo compiute. Basterebbe solo ricordare i due spettacoli a Broadway, The Phantom of the opera al Majestic e Billy Elliot, una roba straordinaria, due allestimenti davvero molto belli. Ma, soprattutto, sono stati preziosi tutti i suoi tips che ci hanno permesso non solo di orientarci a Manhattan ma di visitare posti ed angoli che diversamente non avremmo saputo apprezzare. Per esempio la magnificenza della Public Library, la bellezza semplice di Bryant Park ecc.

Visitando per giorni Manhattan ho dovuto dare ragione a chi ci diceva che stando a New York non aveva molto senso o importanza andare in altri posti dato anche il breve tempo a disposizione. La volta scorsa ero rimasto colpito da Washington e ci sono tornato; mi avevano raccomandato di visitare Boston e ci sono andato per tre giorni: tutti luoghi molto belli, visite che ne è valsa la pena (dai musei di Washington al Freedom Trail di Boston) ma che in confronto a New York si ridimensionano parecchio perché la Grande Mela ha un fascino tutto suo, strepitoso e mozzafiato, adeguato per tutti i gusti. La visita al Metropolitan Musuem, a Central Park, alla Statua della Libertà e Ellis Island, l'aver attraversato ogni vicolo di Lower Manhattan, la passeggiata d'obbligo sul Brooklyn Bridge, la Fifth Avenue e Broadway Avenue, Times Square ecc. ecc. Ma soprattutto ho conosciuto alcuni aspetti degli Usa che noi ci sogniamo e che ci fanno sentire lontani anni luce: la cordialità, il senso civico, il fatto che se sei in difficoltà è la gente stessa che ti chiede se hai bisogno di aiuto e il non dovere partire dal presupposto che qualunque cosa compri devi stare attento che l'altro ti vuole fregare oppure l'idea così seccante da noi che se compri o fai qualcosa sembra che siano gli esercenti a fare un favore a te. Chiacchierando molto con le persone, di diversa estrazione, ti rendi conto perché Obama non funziona né può funzionare, perché l'America è diversa da come viene rappresentata e perché se continua così scomparirà divenendo un melting pot, un caleidoscopio di razze e popoli come è sempre stata ma senza più quel collante al di sopra delle differenze che ne fa una nazione unica. Ripeto, il mio punto di vista è parziale perché ho visto e conosco poco ma credo che abbiamo molto da imparare sul senso del lavoro, sull'appartenenza ad una comunità. Mi viene da ridere vedere in Italia come la gente da qualche anno a questa parte si alza in piedi quando viene eseguito l'inno nazionale, quella stessa gente che non si fa problema a non pagare le tasse, a imboscarsi quando può, a fregarti se gli riesce, a non avere rispetto e cura per tutto ciò che è comune ecc.

Spero quanto prima di tornare oltre oceano, ho ancora tanto da vedere e conoscere e se penso che quella nazione ha così poca storia resto ancora più impressionato. Certo l'America non è solo questo, gli Usa non sono solo New York o il nord della east coast ma ragazzi, some sight! Quest'anno ho conosciuto anche il Connecticut: Fairfield e anche questa cittadina mi ha colpito molto in positivo nonostante la sua semplicità e ordinarietà.

Ad ogni modo la realtà al momento per me è altrove e bisogna riprendere in mano le proprie circostanze standovi di fronte senza desideri di fuga o con il cuore altrove. Il resto è l'opera di un Altro.

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