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By antonio.sabetta2 Maggio 2009In Editoriale

Editoriale – 12

 

Si avvicina la fine di un altro semestre con le lezioni da completare e poi gli esami, quanto di più noioso e faticoso possa esserci per un docente, e prima delle cercate (e forse anche meritate) vacanze bisogna lavorare al meglio e di più. La mia introduzione a Vico è quasi giunta al termine e speriamo che l'editore l'accetti anche se è piuttosto lunga. Da diversi mesi (o forse da qualche anno) mi sto confrontando con questo autore e il suo capolavoro, quella "Scienza nuova" alla quale aveva dedicato gli ultimi venti anni della sua vita. Nella selva delle interpretazioni, nel ginepraio delle questioni, nelle volute ardite di un pensiero mai quieto, mai definitivo ma sempre oltre, sempre "in fieri" per affinarsi e compiersi, la scoperta della unicità vichiana: il realismo verso l'uomo e l'attenzione alla storia quale luogo di una "teologia filosofica". Un esempio singolare e forse unico perché nell'orizzonte della ragione moderna la storia, sottratta alla sua proverbiale effimerità, viene riguadagnata come luogo unico e proprio per l'uomo, rivelativo di Dio, del suo essere provvidenza, cioè cura premurosa del reale che conduce il mondo delle nazioni, certamente fatto dagli uomini, verso quella pienezza-compimento che non è raggiungibile solo dalla libertà (incerta in sé e storicamente indebolita) ma nemmeno senza la libertà, in una dialettica tra grazia-provvidenza e natura-libertà che mai cancella il rischio della libertà (la barbarie della riflessione) ma allo stesso tempo impedisce che l'uomo non raggiunga lo scopo, che la storia smarrisca il disegno di Dio, quell'ordine a cui l'uomo è chiamato a corrispondere e a conformarsi per non perdere la propria umanità nella certezza ultima che, qualunque sia il rischio della libertà e della ragione, non potrà essere persa la relazione costitutiva col vero: homo Dei aspectu amittere non potest. Quando si lavora è sempre piacevole imparare da coloro che hanno interpretato l'uomo e la storia nei modi che percepiamo adeguati a quello che siamo; spero anche che nell'ambiente accademico qualcuno si accorga della mia "fatica". Il blog è aggiornato, dateci un'occhiata! Ci si vede su facebook o su msn seize.t.day@hotmail.it

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